Amore non sono l’uomo che tu pensi, non sono l’uomo che tu hai descritto nella tua ultima lettera: lo sono in parte. Ti chiamo amore:con quale diritto poi. Con il diritto della presunzione, penso. Sai oggi ho cercato L. per convincerla a farmi da maestra di sesso. Era molto eccitante pensare che una donna più grande di me, mi svelasse nuovi segreti del dio eros. Forse eccitava anche a lei questo pensiero sino quando non le ho detto che c’eri tu. Forse una vera amante dell’eros, dell’iniziazione amorosa non si sarebbe fermata a dar vita alla mia fantasia, al piacere erotico dell’iniziazione di un amante più giovane. Cerco le altre ma non voglio perdere te: nella mia, forse, follia di credere di essere un bravo amante, pensavo che andare con L sarebbe stato un bene anche per te, perché avrei potuto insegnarti quello appreso dalla mia ormai maestra fantasma. Sono in parte l’uomo che hai descritto nella lettera: quando sono vicino a te, quando ti scopo e quando mi scopi. Quando riesco ad aprire il cuore al tuo sorriso e ai tuoi occhi blu. Il resto dei momenti è ancora un uomo sconosciuto a te e a se stesso.
